mercoledì 1 febbraio 2012

Crema di porri, piselli e carciofi: elogio al verde


Oggi un piatto tutta salute, mi sembra di essermi lanciata un po' troppo ultimamente con quei muffin al cacao e ciliegie, non vorrei esagerare con le calorie e i grassi  :P e quindi si ritorna a piatti leggeri, ma gustosissimi.
Io amo ogni tipo di verdura, ma molte persone non sono affatto d'accordo con me e propinar loro piatti esclusivamente a base di porri, carciofi e piselli sembra quasi un affronto. Non necessariamente però tutto ciò che è leggero e sano dev'essere considerato in partenza senza gusto: questa crema, abbondando con i porri, è sicuramente molto saporita ed ha un profumo davvero invitante. 

Per 2 persone:

400 gr di porri
2 carciofi
150 gr di piselli secchi [messi in ammollo 2 ore prima]
200 gr di piselli freschi [io ho usato quelli surgelati]
sale
pepe bianco
olio extravergine

Pulite i porri e tagliateli a rondelle, togliete le foglie dure ai carciofi, la barbetta e fateli a fettine, scolate i piselli secchi e ponete tutte le verdure, compresi i piselli freschi, in una pentola capiente. Coprite d'acqua bollente [non esagerate con l'acqua se no vi rimarrà troppo liquida] e fate cuocere per circa 30 minuti. Salate e frullate il tutto fino ad ottenere una crema densa. Accompagnatela con crostini di pane integrale, un giro d'olio e una bella spolverata di pepe.


I porri [Allium porrum]. Ecco, non pensavo che questa pianta godesse di molta conoscenza in passato, ed invece eccomi lì a leggere di una leggenda davvero curiosa che vede protagonisti, oltre ai porri, San Pietro e sua madre. Si narra infatti che questa brava donna fosse molto avara, ma un giorno, mentre lavava le verdure per il minestrone alla fonte, delle foglie di porro le scapparono via. Una vecchina che passava di lì le chiese così di prender quelle foglie per sé e la madre di San Pietro, forse impietosita, le concesse di prenderle. Quando morì, la madre finì dritta all'inferno e così suo figlio, San Pietro, andò dal Signore in persona a chiedergli di darle una possibilità di riscatto, visto che almeno una buona azione [vedi vecchina sopracitata] l'aveva compiuta. Allora il Signore disse a San Pietro di protendersi verso gli inferi con una foglia di porro, per fare in modo che sua madre potesse aggrapparsi e risalire verso la luce. Solo che, nel momento in cui il santo fece ciò, un nugolo di dannati si appese alla madre, che con ferocia iniziò a tirar loro calci e pugni, ricadendo anch'essa dritta dritta nelle fiamme degli inferi. Morale della favola: non basta una foglia di porro donata per non finire all'inferno. 
E vabbè....a parte San Pietro e sua madre, il porro nei tempi passati veniva considerato afrodisiaco per la sua forma fallica, per questo era visto un po' di sbieco e non molto amato dalle caste più bigotte. A mio avviso, i porri sono deliziosi e se veramente hanno questa proprietà, mangiarne uno in più di tanto in tanto può farci solo che bene ^-^

martedì 24 gennaio 2012

Muffin al cacao e marmellata di ciliegie


Toccata e fuga. Ricetta veloce per i duri amanti del cacao amaro e del fondente 99,9 %...ma che sotto sotto hanno un cuore dolce come la marmellata di ciliegie.

Per circa 10 muffin

275 gr di farina 0
80 gr di cacao amaro
1 e 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
100 gr zucchero
150 gr di burro
1 uovo
1 bicchiere di latte 
marmellata di ciliegie

Sciogliete il burro a bagno maria e lasciatelo raffreddare. Nel frattempo mischiate tutti gli ingredienti secchi [farina, cacao, zucchero, lievito], sbattete l'uovo con il latte e, quando si sarà raffreddato, unite il burro.
Ora non vi resta che amalgamare velocemente ingredienti secchi e liquidi, formando un impasto molto morbido e colloso. Riempite gli stampini da muffin e completate incorporando un bel cucchiaino di marmellata al centro, pressandolo un poco per farla inglobare meglio e creare il "cuore dolce".
Cuocete in forno preriscaldato a 160° per circa 20 minuti.


Concludo con un paio di aneddoti sul Ciclamino [Cyclamen europaeum]: Plinio il Vecchio consigliava di piantarlo intorno alle case perché teneva lontano i filtri malefici e si dice sia simbolo di Diffidenza e Scoraggiamento...Ecco, io ne ho piantati tantissimi davanti alla mia porta...direi che la protezione da sortilegi e malintanzionati non mi mancherà di certo ^-^.

mercoledì 18 gennaio 2012

Insalata di farro e un albero magico


La fleur kitchen riapre dopo una breve pausa di inizio anno. E ripartiamo con un piatto davvero ottimo, dedicato agli amanti delle insalate, che se poi sono così ricche è ancor meglio...e in più questa di oggi contiene ingredienti con proprietà antiossidanti [radicchio e melagrana] e omega 3 [noci], così preziosi per la nostra salute, soprattutto se consumati crudi. 
...Concedendoci un'aggiunta generosa di formaggi semistagionati...

Per 4 persone

200 gr di farro perlato
40 gr di asiago
40 gr di formaggio misto di pecora e mucca
½ cespo di radicchio trevigiano
10 noci
1 mela renetta
2 cucchiai di grani di melagrana
olio
timo
sale e pepe

Fate cuocere il farro in acqua salata e lasciate che si raffreddi completamente. Nel frattempo tagliate a cubetti i formaggi e la mela, pulite e tagliate a listarelle sottili il radicchio, sgusciate e tritate grossolanamente le noci.
A questo punto non vi resta che riunire tutti gli ingredienti in una scodella, condire con un bel giro d’olio, sale, pepe e foglioline di timo fresco spezzettate.




Torniamo alle nostre prelibate noci: la parte commestibile sono i cotiledoni carnosi del seme di Juglans regia, un albero della famiglia delle Juglandaceae che può raggiungere dimensioni davvero maestose. Ma anche i frutti interi, dal mallo verde e carnoso, vengono utilizzati per produrre un liquore denso e amarognolo, il Nocino, ed in Inghilterra è uso comune conservarli in agrodolce, da accompagnare con formaggi di capra [davvero deliziosi]. Oltre all'uso alimentare, il mallo delle noci viene anche utilizzato per preparare tinture per capelli. Ed indubbiamente tutte le parti della pianta contengono sostanze protettive per l'organismo, quali acido alfa-linolenico [acido grasso del gruppo Omega 3], tannini, vitamina C e oli eterei, sostanze che conferiscono proprietà astringenti, antiossidanti e toniche.
Mettendo da parte le questioni salutistiche, il noce è un albero da sempre legato a riti magici e credenze molto antiche: sotto il noce colossale di Benevento si narra che venisse celebrato uno dei più grandi sabba delle streghe, ed in generale anche alberi di dimensioni più modeste venivano utilizzati a tale scopo in tutta Europa. Si pensa il motivo fosse che questi alberi non vengono colpiti dai fulmini, il che li rende alberi sicuramente molto curiosi, se non addirittura magici. [esiste una spiegazione scientifica a ciò, ma preferisco lasciarvi nella convinzione che il noce sia davvero un albero magico^-^]