E' proprio vero, esistono mille versioni di questa torta. E' uno dei miei dolci preferiti, soprattutto con una buona dose di mele, che la rendono morbida e succosa. Questa è la mia versione: aggiungo sempre un po' di semi di sesamo sulla superficie, mi piace il contrasto tra il loro gusto leggermente amarognolo e il dolce delle mele.
3 mele renette grandi [o 4 piccoline]
2 cucchiai di zucchero di canna
il succo di mezzo limone
250 gr di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
100 gr di zucchero bianco
1 uovo
100 gr burro
1 bicchiere di latte
zucchero bianco e semi di sesamo per la superficie
Fate sciogliere il burro con il latte a bagno maria e lasciate che si raffreddi un po'.
Nel frattempo, tagliate a fettine sottili le mele, irroratele di succo di limone e zucchero di canna. Setacciate la farina con il lievito, sbattete l'uovo con lo zucchero e unite lentamente la farina, alternandola al burro col latte. Amalgamate bene il tutto, aggiungete le mele e sistemate l'impasto in una tortiera a cerniera imburrata ed infarinata e cospargete la superficie di zucchero e semi di sesamo. Infornate a 160° per 3/4 d'ora circa.
Chi, almeno una volta nella vita, non ha pronunciato per scherzo la formula magica 'Apriti sesamo'? Si pensa che questa virtù magica del sesamo [Sesamum indicum] derivi dall'usanza indiana di utilizzarlo nei riti funerari come dono ai defunti per varcare le soglie dell'aldilà e di conseguenza avere spalancate le porte dell'immortalità. E' pratica comune infatti, dopo la cremazione dei defunti, bagnarsi nel fiume e lasciare sulle sue sponde dei mucchietti si semi di sesamo.
Ma oltre a queste proprietà espiatorie, il sesamo ha, nella pratica, un seme molto nutriente e ricco degli acidi oleico e linolenico: dalla sua spremitura si ottiene un olio delicato, dal colore giallo chiaro e dal sapore gradevole ed amarognolo, impiegato sia in cucina, soprattutto nelle fritture orientali, sia nella produzione di detergenti a base di tensioattivi naturali. Solo recentemente ho scoperto che la pianta ha fiori davvero bellissimi, molto simili a quelli della digitale: sarebbe interessante provare a coltivarlo anche come pianta ornamentale nei nostri giardini, soprattutto al Sud, dove il clima è più favorevole alla sua crescita.





