martedì 9 novembre 2010

Crema di zucca e cannellini allo zafferano

Questa è una crema leggera adatta all'arrivo dei primi freddi, vi consiglio di provarla accompagnata da crostini di pane integrale leggermente oliati e, se vi piace, strofinati con uno spicchio d'aglio.



Per 4 persone:
500 g di zucca gialla di Chioggia (o di Mantova, basta che sia a pasta fine e soda)
200 g di fagioli cannellini lessi
100 g di zucchetta verde (o di zucchine)
2 carote
1 cipolla
1 bustina di zafferano
sale
pepe
olio extravergine

Tagliate la zucca, la zucchetta e le carote a cubetti, lasciando la zucca leggermente più grossa delle altre verdure. Tritate la cipolla e disponete le verdure in una pentola, coprite d’acqua, portate ad ebollizione e lasciate cuocere per ¾ d’ora circa a fuoco lento. Il livello dell’acqua inizialmente deve superare le verdure di circa 2 dita.
Trascorso il tempo di ebollizione salate, unite i fagioli cannellini e lo zafferano alla zuppa, fate cuocere altri 5 minuti, dopodiché passate al passaverdura o frullate il tutto. Dovrete ottenere una crema molto densa ed omogenea. Se vi sembra ancora troppo liquida fate cuocere per un’altro quarto d’ora.
Versate nelle ciotole, condite con un filo d’olio e con una bella spruzzata di pepe.
Per ottenere una crema molto “cremosa” è importante utilizzare un tipo di zucca a pasta fine e soda come quelle che vi ho consigliato. Io ho usato la zucca di Ciogghia, quella con la buccia verde-grigia, che ben si presta alla preparazione di creme, vellutate e gnocchi.


Con questa ricetta partecipo al contest Minestre e Zuppe di Lucy del blog Ti cucino così e alla raccolta Ricette con la zucca di Rebecca del blog Non tollero il lattosio.

martedì 2 novembre 2010

Dryas octopetala



Il freddo si avvicina sempre più  e io ne sono molto felice (a dispetto di molti amanti del caldo estivo ^-^). Qualche settimana fa sulle montagne attorno a Cogne mi è capitato di incontrare una piante davvero bellissima e particolare che suggerisce sempre immagini di ghiacci e nevi perenni, Dryas octopetala, ovvero il Camedrio alpino. 



Questa piccola pianta suffruticosa fa parte della famiglia delle Rosaceae e si trova generalmente solo sui rilievi alpini e sulle cime più alte dell'Appennino da circa 1500 a 2500 m sul livello del mare. Vive su ghiaie e pietraie alla base di pareti rocciose verticali ed è possibile osservare le sue splendide fioriture bianche da Giugno ad Agosto, ma in alcune gole riparate ed esposte a Sud i suoi fiori possono resistere molto bene anche fino a metà Settembre. 
La sua particolarità sta nel fatto di essere un "relitto glaciale", cioè una di quelle specie che sono riuscite a sopravvivere alle ultime glaciazioni grazie a lentissime migrazioni verso Sud, sui rilievi che ai tempi del Quaternario (circa 2 milioni di anni or sono) non erano coperti dai ghiacci e dalle nevi perenni: è per questo motivo che oggi la possiamo trovare esclusivamente nelle zone artiche e sui rilievi alpini.
Passando al suo nome, "Dryas" sta ad indicare la particolare conformazione delle foglie, molto simili a quelle delle quercie, che in latino venivano chiamate appunto "drys". Ma come al solito possiamo trovare una versione alternativa all'etimologia del nome generico: infatti si pensa che Linneo, nel nominare questo genere di piante, si rifece alle Driadi, antiche divinità delle foreste ritenute immortali dai greci. [Trovo che la seconda versione sia molto più intrigante ed avvincente]. Il nome della specie invece, "octopetala", sta semplicemente ad indicare il numero di petali di cui è formata la corolla [8, ovviamente...].


Non sono riuscita a trovare informazioni su vari usi fitocosmetici o medicinali, ma presumo che, essendo una specie piuttosto  rara e poco conosciuta, non ve ne siano molti se non addirittura nessuno.
Ora vi lascio a una ricetta per l'arrivo del freddo [speriamo non così freddo come le ultime glaciazioni!], pollo e patate al forno, e vi lascio con un'immagine del Vallone di Grauson, dove ho incontrato questa bellissima pianta "glaciale".

Pollo e patate al forno


Eccomi di nuovo con un secondo veloce e buonissimo, questa volta però con pollo e patate, ideale per una cena leggera ma sfiziosa. 

Per 2 persone:
1 petto di pollo da 400 g circa
5 patate non molto grandi
2 cipolle di tropea 
1 spicchio d'aglio
2 rametti di rosmarino
sale e pepe
olio extravergine
1 cucchiaio di senape

Tagliate il pollo e le patate a cubetti, affettate finemente le cipolle e l'aglio e disponete il tutto in un tegame.
Irrorate d'olio (ma senza esagerare), salate, pepate e sminuzzatevi sopra il rosmarino. Rimescolate il tutto molto bene aggiungendo alla fine la senape e infornate per circa 30 minuti a 200° C.


Ottimo come piatto unico o come secondo a una zuppa leggera.