martedì 10 maggio 2011

Piccoli sformati e Piccole viole



E il caldo inizia davvero a farsi sentire...l'ideale, per me, sarebbe che la temperatura e le giornate rimanessero fino all'autunno così come sono adesso, con lievi accenni di caldo estivo e aria fresca la sera e la mattina presto. Ma soprattutto, per le mie piante ora è tutto più facile, non sono ancora avvizzite e cotte dai forti caldi estivi e rallegrano con i loro bellissimi colori il giardino e l'orto.
Vi propongo così una ricetta veloce e molto leggera, direi quasi estiva, se non fosse per l'uso del forno:


Sformatini piccanti di melanzane

Per circa 12 sformatini:

4 cipollotti giovani e freschi
1 melanzana
1 carota
4 tuorli
2 albumi
80 g circa di pangrattato
abbondante peperoncino
origano
semi di sesamo
sale
olio extravergine

Tagliate a rondelle i cipollotti, a cubetti piccolini le carote e fateli soffriggere in padella con 2 cucchiai d'olio per circa 5 minuti. Unite la melanzana tagliata a dadini, salate, spolverizzate con abbondante peperoncino (io 2 cucchiaini colmi) e fate cuocere a fuoco vivo per 15 minuti circa, fino a cottura delle melanzane, mescolando di frequente. Mettete da parte e fate raffreddare il tutto.
Nel frattempo montate a neve ben ferma gli albumi, sbattete i tuorli con un pizzico di sale e l'origano e unite alternando tuorli e albumi alle melanzane. Ultimate con il pangrattato, mescolate bene e suddividete il composto in 12 pirottini da muffin, cospargeteli di pangrattato e semi di sesamo e infornate a 170° per circa 20 minuti. Se non siete sicuri della cottura, fate la prova dello stuzzicadenti. 
Possono essere sia un fresco antipasto, sia un secondo leggero. Vi consiglio di mangiarli a temperatura ambiente, accompagnati da una bella insalatina mista con rucola e riccetto, condita con una bella spruzzata di balsamico.



Giusto per rimanere in tema di piccole piante che vestono il mio giardino, vi presento una bellissima varietà di Viola del pensiero (Viola tricolor). Non ne conosco il nome, ma è certamente una delle mie preferite: i suoi fiori sono leggermente più piccoli, compatti e numerosi rispetto a quelli delle altre varietà e hanno una splendida e duratura rifioritura, che va dagli inizi di Aprile fino alle prime batoste di caldo vere e proprie di metà Luglio. Se avete un giardino o un balcone ve le consiglio vivamente, danno un tocco di allegria e di colore fresco, con le loro faccette spavalde e curiose.



E a proposito di curiosità: si narra che i cavalieri della Tavola rotonda consultassero le Viole per conoscere il loro destino in battaglia, cercando di interpretare il numero e la direzione dei raggi che si dipartono dal centro alla periferia dei petali.
Ce li vedete oggi generali, comandanti, sergenti e cadetti davanti ad una piantina di Viola tricolor a cercar di capire che cosa succederà nella loro prossima missione????? Sarebbe una cosa quantomeno esilarante, degna di un film dei Monty Python.

giovedì 28 aprile 2011

Tempo di fragole e di tiramisù


Ecco il mio primo tiramisù alle fragole. Non avendolo mai provato, ho deciso di seguire il consiglio della mia amica Valentina e di provare a farlo con metà mascarpone e metà ricotta. Il risultato è una crema un po' più morbida e cremosa, dal gusto delicato e decisamente meno carico della crema classica al mascarpone. Secondo me ideale accompagnata dalle fragole.


Tiramisù alle fragole

Ingredienti:
250 g di mascarpone
250 g di ricotta vaccina
5+3 cucchiai di zucchero
5 uova
400 g di fragole
1 limone
biscotti savoiardi

Prima di tutto pulite e tagliate le fragole a pezzetti piccoli, irroratele con il succo del limone e 3 cucchiai di zucchero e lasciatele riposare almeno un'ora, finché non avranno prodotto un bel po' di sughetto.
Per la crema, montate a neve molto ferma gli albumi, sbattete i tuorli con 5 cucchiai di zucchero, amalgamate ricotta e mascarpone [scolando e setacciando per bene la ricotta]. Dopodiché unite i tuorli al composto di ricotta e mascarpone e lentamente amalgamate con gli albumi montati, mescolando sempre nello stesso verso dal basso verso l'alto, per far incorporare aria al composto e renderlo soffice e spumoso.
A questo punto non vi resta che comporre il vostro tiramisù: scolate le fragole conservando il sughetto, nel quale ammorbidirete leggermente i savoiardi, e disponete a strati crema, savoiardi e fragole. Potete fare il classico tiramisù in un unico contenitore, oppure, come ho fatto io, disporlo in bicchieri o tazzine monoporzione. 


Due parole sulla Fragola. Fragraria vesca è una pianta erbacea della famiglia delle Rosacee, parente stretta di rose, more e lamponi. La specie spontanea è la classica fragolina di bosco, dalla quale nel tempo sono state selezionati ibridi e varietà di ogni tipo. Cresce spontaneamente nei boschi ombrosi di tutta Italia, in prevalenza al Nord, e viene coltivata più o meno ovunque, dove il clima lo concede.
Si dice che la Fragola sia il frutto solare per eccellenza, nel quale è racchiusa la forza del Sole primaverile, giovane e tenace. Inoltre, i fiori e i frutti della Fragola simboleggiano Amore e Lealtà: famoso è il passo dell'Otello in cui il moro di Venezia dona a Desdemona un fazzoletto con ricamati fiori e frutti di Fragola in pegno del loro forte legame. Peccato però che questo preziosissimo fazzoletto costerà la vita a Desdemona, tutto per colpa della cieca gelosia.
I frutti e le foglie di Fragola, infine, sono diuretici, astringenti e ricchi di sali minerali.

lunedì 18 aprile 2011

Un semplice risotto ai carciofi


Mi capita a volte di entrare nel turbine del "cucinare qualcosa di speciale-originale-sensazionale" per stupire con le mie doti culinarie il mio ragazzo o chi si presta a far da cavia alle mie imprese. Poveri sventurati. Eh sì, perché nel migliore dei casi quello che esce dalla mia cucina è "buonino"....non sono portata per queste cose, l'ho capito, e lo sapevo già da tempo, ma a volte ci casco. 


Nel caso odierno, stavo per incappare di nuovo nello stesso errore, volevo fare un risotto coi carciofi strabiliante, con chissà quale ingrediente segreto...per fortuna poi mi sono ridimensionata, ricordandomi che il risotto con i carciofi è già una cosa deliziosa, senza bisogno di chissà ché d'altro. 
Ecco la ricetta, velocissima e semplice, senza troppi rocamboleschi rigiri di ingredienti, e forse proprio per questo davvero squisita.

Risotto ai carciofi

Per 2 persone:
180 g di riso originario
3 carciofi
1 cipolla
olio extravergine
1/2 bicchiere di vino bianco
acqua bollente
pecorino sardo a media stagionatura
pepe bianco 
sale

Pulite e sminuzzate i carciofi, tritate la cipolla e fate appassire il tutto con un po' d'olio [senza esagerare] in una padella a bordi alti per circa 5 minuti. Aggiungete il riso, alzate il fuoco e fatelo rosolare per alcuni istanti, dopodiché spruzzate col vino bianco, fate sfumare, mescolate per bene e coprite il tutto d'acqua bollente. Fate cuocere il riso per circa 15-20 minuti, a fuoco moderato, senza coprire la padella, ogni tanto mescolate e aggiungete un goccio d'acqua. Quasi a fine cottura salate e date un giro di pepe. Spegnete il fuoco quando il riso sarà ancora leggermente al dente, e lasciatelo riposare 5 minuti. Distribuite poi nei piatti, condite con scaglie di pecorino, un pizzico di pepe bianco e un giro d'olio a crudo.



Ed ora, il Carciofo. Cynaria cardunculus, questo è il suo nome scientifico, appartiene alla famiglia delle Asteracee ed è stretto parente di margherita, fiordalisi e girasoli. La parte edule, anche se non sembra, è il fiore della pianta: se lo si lasciasse sbocciare, dalle foglie spinose spunterebbe un capolino fitto fitto di fiorellini azzurri, una vera meraviglia. 
Benché il Carciofo sia una pianta molto benefica alla salute, nei secoli scorsi non è mai stato considerato più di tanto e solo nel 1466 Filippo Strozzi ne iniziò la coltivazione in Toscana.  
Ben al-Talla, un poeta arabo del XI secolo, in un suo canto paragona il fiore del Carciofo, la "alcachofa", ad una "vergine greca nascosta in un velo di spade" rinchiusa in un castello. Ma non solo gli Arabi accolsero il simbolismo femminile di questa pianta: anche Orazio nominò una giovane amante di un suo poema con il nome di questa pianta e la polposità e il gusto delicato del Carciofo sono stati spesso paragonati alla bellezza generosa delle donne un po' in carne. 
Discostandoci dalle curve femminili evocate dal Carciofo, questa pianta è stata utilizzata anche come sininimo di persona "sciocca" e un po' "minchiona".
Infine, è da ricordare che il Carciofo ha un'inifità di proprietà benefiche per stomaco, reni ed intestino, favorendo una buona digestione e una copiosa diuresi.