martedì 4 maggio 2010

Casseruola di pollo e verza

La verza ormai non è quasi più di stagione, ma il vicino di mia nonna qualche giorno fa le ha portato due grosse verze tardive: così ne ho approfittato per fare un piatto semplice e ancora un po' invernale. Intanto qui piove e il caldo tarda ad arrivare...


Per 4 persone:
1 grossa verza
600 g di pollo a cubetti (petto, coscia, quello che preferite)
1 cipolla bianca
1 bacca di ginepro tritata
3 cucchiai di aceto balsamico
olio extravergine
sale e pepe qb

Tagliate la verza a listarelle sottili e tritate la cipolla. Mettetele in una casseruola sul fuoco con un po' d'olio, salate, pepate, aggiungete il ginepro e lasciate cuocere per 40 minuti, aggiungendo di tanto in tanto un goccio d'acqua calda. Trascorso questo tempo unite il pollo, mescolate per bene, aggiungete l'aceto balsamico e fate cuocere per altri 20 minuti circa, finché il tutto non sarà ben asciutto. La verza deve formare una specie di crema attorno al pollo. Potete accompagnare con patate arrosto o al vapore e un po' di senape piccante.
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lunedì 3 maggio 2010

Orchis morio


In questi ultimi giorni girovagando per prati e boschi ho trovato molte orchidee: oggi vi parlo di Orchis morio, comunemente detta Pan di cuculo.
L'Orchis morio è una piccola orchidea che si può trovare comunemente nei prati assolati, negli incolti e nelle garighe dal livello del mare fino a circa 1300 m. In Italia è presente in tutte le regioni, esclusa la Sardegna e i suoi fiori si possono osservare da fine marzo a giugno. Come tutte le orchidee del genere Orchis, anche il Pan di cuculo è tutelato dalla Direttiva 92/43 EEC, direttiva comunitaria per la tutela degli habitat naturali e delle specie in essi presenti, e da altre leggi regionale per la tutela della flora spontanea.


La cosa buffa delle Orchidee è l'etimologia del loro nome: infatti "orchis" in greco significa "testicolo" e probabilmente sta ad indicare la forma dei piccoli tuberi che possiedono la maggior parte delle orchidee. La cosa ancora più buffa è che in Turchia questi piccoli tuberi vengono raccolti e fatti essiccare ricavandone poi una farina, il "salep", che in passato era considerata ottima per raggiungere il massimo delle forze di procreazione. Ancora oggi viene impiegata per bevande e gelati, è ricca di amido, ma in realtà non vanta grandi proprietà nutritive, se non il fatto di essere energetica.  Tornando all'etimologia, il nome della specie , "morio", indica forse il cappello dei giullari (morio=buffone) per la forma del casco superiore del fiore, oppure può essere legato ai "morion", gli elmi dei soldati spagnoli del XVI secolo.


Insieme al Pan di cuculo oggi vi propongo una torta che di sicuro se rimanete a corto di calorie vi farà tornare in forza, un po' come il salep: la torta alla marmellata di fragole.

Torta alla marmellata di fragole...o Pan di cuculo

Ingredienti:
300 g di farina
150 g di zucchero di canna
150 g di burro
2 uova
3 cucchiai di marmellata di fragole
mezza bustina di lievito per dolci
zucchero e pinoli qb

Accendete il forno a 160°.
Fate sciogliere il burro e lasciatelo intiepidire. Sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto schiumoso, unite a poco a poco la farina, il burro, il lievito e alla fine variegate il composto con la marmellata di fragole, senza che si amalgami troppo (deve avere la consistenza di una pasta frolla molto molle). Disponete il tutto in una teglia da 20 cm di diametro imburrata, cospargete di zucchero e pinoli e infornate per 30 minuti circa.
[Ovviamente potete sbizzarirvi con le marmellate che più vi piacciono, da quella di fichi a quella di more, sono buone tutte!]
Buona da sola, con la crema pasticcera o la panna montata, ma anche al mattino a colazione nel latte freddo.